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I libri, scrigni da cui attingere a piene mani la conoscenza, per lungo tempo sono stati concepiti come il principale strumento di veicolazione del sapere. La riproduzione dei testi era considerata come una vera e propria arte, utile non solo all´amanuense riproduttore ma, principalmente, all´intera umanità che poteva così disporre di ulteriori copie di un manoscritto o semplicemente salvare dall´oblio del tempo il supporto, generalmente cartaceo, su cui era riprodotto il contenuto.
Nel mondo antico, quindi, non trovò spazio e ragione d´esistenza la necessità di tutelare l´opera contro eventuali riproduzioni, essendo queste considerate come un mezzo, utile e in qualche modo auspicabile, per garantire all´autore la sopravvivenza della sua opera e del pensiero in essa trasfuso.
L´operazione di riproduzione del testo rappresentava così la continuazione logica, e consequenziale alla scoperta e diffusione della scrittura, dell´operazione "narrazione" svolta nell´ambito della cultura orale.
Con l´invenzione della stampa e l´incremento del tasso di alfabetizzazione della popolazione le cose mutarono. Era ora possibile riprodurre un numero ingente di copie in breve tempo ed affrontando dei costi relativamente contenuti. L´avvento della stampa, segnò una svolta nell´ambito della diffusione del sapere trasformando quest´ultimo in un´importante fonte di guadagno per l´editore e lo scrittore.
Il diritto d´autore, inteso in senso moderno, nasce negli anni successivi alla diffusione della stampa e delle tecniche di riproduzione industriali. Si sviluppa, nel tempo, una vera e propria industria del libro costituita da vari soggetti tra cui primeggia, accanto allo scrittore, chi si occupa in modo precipuo della stampa, della diffusione e della commercializzazione delle copie. L´innovazione tecnologica pervade l´essenza stessa dell´opera, separandone il corpo fisico grazie al quale il pensiero espresso sotto forma di parole ed immagini diviene oggetto di un fecondo mercato: il supporto, inteso come veicolo di circolazione, si distacca dall´opera in sé astrattamente considerata ed acquista un proprio valore economicamente determinabile e valutabile.
La concorrenza tra gli stampatori determinò ben presto un mutamento d´equilibrio nel rapporto con gli autori: i primi, nel tentativo di legare indissolubilmente a sé la riproduzione di una data opera, cominciarono ad invocare il diritto di "copia" dell´autore per giustificare la richiesta di una concessione esclusiva alla pubblicazione dell´opera stessa; i secondi presero coscienza dei propri diritti e riuscirono ad acquisire sempre maggior peso nelle trattative per la riproduzione e commercializzazione dei loro lavori. Nacquero così i c.d. "privilegi", particolari sistemi di concessioni utilizzati per riconoscere agli stampatori (ormai divenuti editori) il diritto esclusivo di produrre copie di una determinata opera a fronte dei costi sostenuti per l´acquisto dei manoscritti, dei macchinari, dei correttori.
La nascita del "diritto di copia" determinò un ingente incremento dei guadagni e, di conseguenza, della produzione e della capillare diffusione dei libri che potevano essere così venduti a costi sempre più contenuti. Il diritto di copia con i suoi risvolti economici, rilevando principalmente nei rapporti tra l´editore-stampatore e l´autore, e non nelle dinamiche commerciali con i fruitori finali dei testi riprodotti in serie, si prestava facilmente ad essere oggetto di controllo e, quindi, ad essere comunemente osservato.
Oggi, nell´era digitale, quello stesso diritto acquista valenze maggiori e in un certo senso diverse da quelle originarie. Nell´ambito del "diritto d´autore", infatti, il diritto dell´autore cede terreno al diritto dell´editore e delle strutture di produzione e mediazione, sempre più fulcro di un mercato squisitamente industriale.
Quello che si avverte è la perdita di quel quid pluris di intellettuale che distingueva un´opera d´autore da un qualsiasi altro prodotto industriale.
La proprietà intellettuale deve così fare i conti con una società, nata ed evoluta on line, che avverte come iniquo il surplus di costi da affrontare per godere dell´opera che si vuole leggere, ascoltare o semplicemente contemplare nella propria essenza culturale.
Venendo allo scopo del progetto di ricerca e studio "Autoreonline.net", gli autori si prefiggono di avviare una serie d´iniziative tese alla compilazione di un´opera costantemente aggiornata, contenente studi di dottrina e giurisprudenza, che possa divenire in breve tempo un quotidiano supporto per i pratici e teorici del diritto d´autore e più in generale del diritto della proprietà intellettuale.
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